GREEN PASS: L’UNICA COSA GREEN DEL DRAGHISTAN ORA DIVENTA SUPER

giovedì 9 Dicembre 2021

Se ce lo avessero raccontato appena un anno fa non ci avremmo creduto. Prima abbiamo dovuto affrontare e combattere un nemico oscuro e insidioso come il Covid19 in una guerra asimmetrica della quale ancora paghiamo gli strascichi. Poi, ci siamo dovuti rendere conto che dietro questa guerra si stava sviluppando qualcosa di forse ancor più insidioso: una strisciante imposizione fatta di norme e normettine spesso incongruenti, sponsorizzate attraverso una potente e martellante campagna mediatica, pilotata dal mainstresm di sistema. Ma per coloro che hanno scarsa memoria e pensano che dietro la nostra preoccupazione vi sia un non ben precisato pregiudizio contro la scienza o i vaccini, occorre fare un piccolo riassunto di ciò che ci ha portati a queste conclusioni. Dovrebbe essere superfluo ribadire che criticare la maldestra applicazione del green pass usato come arma di ricatto per indurre al vaccino, non sia lesa maestà, ma solo esercizio di puro buonsenso. Siamo costretti fin da subito a ribadire che respingiamo al mittente l’etichetta molto in voga di “No-VAX” che in quest’epoca buia viene affibbiata a chiunque tenti di portare avanti un ragionamento razionale diverso dalla narrazione preconfezionata del mainstream filogovernativo imperante. Non neghiamo e non abbiamo mai negato l’efficacia della medicina occidentale, dell’utilità delle vaccinazioni e delle misure di distanziamento e protezione personale. Così come non neghiamo l’esistenza di una pandemia, che come abbiamo sottolineato più volte in vari contesti, condividendo le tesi di eminenti e autorevoli personalità del mondo della scienza e della medicina, si sviluppa sempre più come una “sindemia”.

Abbiamo ribadito più volte che questa tragica concatenazione di eventi legati al Covid-19 riguardi l’intero contesto socio-sanitario del paese ampliando notevolmente i divari sociali. Perché allora siamo stati da subito contrari al “green pass” così come è stato applicato dal governo Draghi, se veramente esso poteva essere utile a combattere la diffusione del virus? La risposta è semplice. Questa misura era stata adottata inizialmente dall’Unione Europea per consentire i viaggi oltre confine. Utilizzata poi anche nei grandi eventi ove si potevano prevedere assembramenti difficilmente controllabili, è diventata successivamente una vera e propria misura di incentivazione alla vaccinazione, richiesta per accedere anche alle più elementari attività legate alla quotidianità. I problemi maggiori di questa estensione della carta verde obbligatoria anche ai luoghi di lavoro, oltrechè a tutte le attività ricreative o di svago come cinema, teatri, concerti, ristoranti e bar, si sono rivelati nel momento in cui, in assenza di una legge che obbligasse alla vaccinazione, per poter vivere la quotidianità senza essere discriminati e farsi rilasciare a tal fine il green pass, occorreva almeno un tampone. Ma qui viene fuori il paradosso.

Mentre in tutta Europa un tampone ha costi molto bassi, anche un solo euro, in Italia il costo minimo è di ben 15 euro per una validità di sole 48 ore e può persino aumentare fino ad avere costi esorbitanti visto lo scarso controllo e le speculazioni in corso con la crescente domanda e la difficoltà nel poterla soddisfare da parte dei soggetti abilitati. In questo modo, da strumento di libertà quale sarebbe dovuto essere per come era stato prospettato, il Green pass è divenuto strumento di divisione sociale e di obbligo surrettizio alla vaccinazione. Tra l’altro è ormai pacifico che possedere un green pass essendo vaccinati non garantisca comunque la non trasmissibilità del virus. Si può infatti contagiare ed esser contagiati anche da vaccinati. Mentre effettuando il tampone si ha comunque la certezza di non essere positivi. Altra faccenda è il tasso di immunizzazione per il quale il vaccino ha certamente una sua innegabile efficacia, ma sul quale si fa una gran confusione. Tale immunizzazione per altro è ampiamente dimostrato duri anche meno dei 6 mesi previsti.

Quindi? Che senso aveva fissare la validità del Green pass a 12 mesi? Ridurla adesso a 9 mesi come avveniva già in altri stati europei denota solo confusione da parte del governo che come al solito si contraddice da solo. Tra l’altro questo balletto normativo non fa altro che rendere insicure le persone. Per non parlare di chi, possedendo il green pass da vaccinato, se ne è andato beatamente in giro anche oltre la soglia di immunizzazione, ben o oltre i 6 mesi, rischiando di contagiare ed essere contagiato e magari finire pure in terapia intensiva. Noi in aula abbiamo votato contro l’obbligo del Green pass esteso ai luoghi di lavoro e chiesto che venissero applicate tutte le misure democratiche possibili per vincere la battaglia contro il Covid, come tamponi e test salivari gratuiti. Non tutti hanno le stesse possibilità economiche, tanto più che ad essere discriminati sono persino coloro che per motivi di salute non possono vaccinarsi. E allora, dopo diversi interventi in Aula, lo scorso 25 settembre in Piazza Montecitorio abbiamo strappato simbolicamente un Green Pass.

Abbiamo anche ribadito che introducendo un obbligo surrettizio, si produce l’effetto opposto. Ovvero, alimentare paure in chi talvolta ne è gia preda. Che paese è quello che criminalizza le paure e le insicurezze dei suoi cittadini? L’aspetto più grave di questa situazione, è stato pretendere un lasciapassare per un diritto fondamentale: quello al lavoro, costituzionalmente garantito. Di questo dovrebbero allarmarsi tutti, anche coloro che con ostinata pervicacia si scagliano contro tutti coloro provino a sottrarsi alla logica perversa dell’imposizione senza possibilità di discussione. Accettare il perenne stato d’eccezione, nato da un’emergenza continua che viene prorogata per legge ormai sistematicamente, giustificando passivamente qualsiasi scelta seguita anche da errori macroscopici (ricordiamo il caso Astrazeneca o il mancato piano pandemico, la tachipirina e la vigile attesa e tante altre vicende ancora da approfondire) sulla pelle dei cittadini, da parte del Governo e dei suoi sodali con la scusa della pandemia, che ribadiamo nessuno vuole mettere in discussione, è puro nichilismo e fa male alla democrazia. In generale si è creata una situazione per la quale si stanno dividendo i cittadini in due macrocategorie: i virtuosi del green pass che possono accedere ai luoghi della cultura o sedersi al ristorante e gli eretici negazionisti da rinchiudere in casa. 

Perchè a giudicar dal vento che tira e da ciò che sta succedendo in Austria o in altre realtà con le proposte aberranti di lockdown per i soli non vaccinati, si rischia di abbandonarsi alle tenebre dell’imposizione senza scampo anche in Italia. Si tratta di una questione etica di grande rilevanza. Nessuno può esimersi dal riflettere su ciò che sta accadendo. Perchè se il clima è questo, ovvero da “caccia alle streghe”, si rischia persino di dar seguito ad una pericolosa deriva verso un sistema basato sui crediti sociali, cosi come già accade in paesi tutt’altro che democratici. È evidente che il godimento dei diritti fondamentali sia dunque ormai controllato dalla politica. Vi sembra una cosa normale? Con un governo che fa e disfa a suo piacimento, un parlamento completamente esautorato, ed un’opinione pubblica asservita, il futuro non sembra riservarci nulla di buono. In tutta Europa i tamponi sono praticamente gratis e si trovano ad ogni angolo di strada. Le adesioni ai vaccini avvengono nel rispetto della dignità umana, salvo alcune eccezioni come l’Austria che a nostro avviso non vanno certamente prese ad esempio. Qui in Italia i prezzi dei tamponi sono il paradiso degli speculatori sanitari, oltre ogni giustificazione economica o scientifica. È un ricatto politico da estorsori ed eversori, particolarmente odioso verso i poveri. Noi di Alternativa, non possiamo accettarlo.

Tanto più che adesso con il rafforzamento dei vincoli legati alla carta verde, il cosiddetto “super greenpass”, si metterà ancora più a dura prova il già fragilissimo equilibrio sociale tra categorie di persone discriminate e non. Come è possibile si arrivi a tanto? Adesso si vorrebbe persino eliminare la possibilità di avere il green pass con i tamponi molecolari per poter accedere a determinati servizi. Quindi si tratterà di effettivo obbligo vaccinale. Nonostante la legge ancora non ci sia e nonostante nessuno si assuma la responsabilità di eventuali effetti avversi rispetto alle vaccinazioni. Ovviamente tutti se ne lavano le mani. Le case farmaceutiche non hanno responsabilità, l’Europa neppure, il Governo neanche a parlarne! E infine i medici sono coperti dallo scudo penale! Il cittadino in si sente totalmente abbandonato. È una situazione decisamente critica e insostenibile che mette a serio rischio gli assetti democratici di questo paese. Ecco perché noi continueremo ad informare e a ragionare su ciò che non ci convince. Ci opporremo a tutte quelle misure mirate a comprimere impunemente le libertà costituzionali e atte a fare a brandelli la nostra carta costituzionale. Il virus esiste ed è una brutta bestia. Giusto combatterlo con fermezza, ma nessuno pensi di poter sfruttare lo stato d’emergenza o l’emergenza sanitaria in corso per tener calda la propria poltrona più a lungo possibile massacrando ciò che resta di questa nostra democrazia!

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