DRAGHI E I PARTITI SCIPPANO FONDI ALLE BONIFICHE DI TARANTO

martedì 4 Gennaio 2022

Il Decreto Milleproroghe 2022 si trasforma nel 14° decreto Salva Ilva, Draghi e i partiti rappresentati nel Consiglio dei Ministri (PD, Forza Italia, M5S, IV, Lega, Leu) sottraggono i fondi del Patrimonio Destinato, che in parte dovevano essere utilizzati per le bonifiche e per la riconversione economica delle “aree escluse” dell’ex Ilva di Taranto, per ragalarli ora alla fabbrica assassina e mangia soldi.
Si tratta della rimanenza degli 1,3 miliardi di euro nascosti dai Riva nel trust dell’isola di Jersey e scoperti dalla Guardia di Finanza, oggetto poi di un accordo e di un patteggiamento, confluiti in seguito nel Patrimonio Destinato ai Commissari Ilva in A.S. per le bonifiche sia di alcune zone all’interno dello stabilimento ma anche nelle cosiddette “Aree Escluse”.

Le “Aree Escluse” sono enormi porzioni di territorio all’interno e all’esterno del SIN di Taranto, che nonostante fossero di proprietà dell’Ilva si trovavano al di fuori del perimetro del siderurgico; sono aree che in alcuni casi sono state pesantemente inquinate, tanto che i Mittal non le hanno volute nell’accordo con lo Stato. Sono fondi che, almeno in parte, erano destinati alla bonifica di Taranto e che ora verranno utilizzati dalla nuova compagine Stato+Privato “Acciaierie d’Italia” per costruire nuovi impianti “diversamente inquinanti” e inseguire la fuffa della ecocompatibilità dell’industria, un fantasmagorico leitmotiv che a Taranto ci viene ripetuto da oltre 20 anni e che neanche per un giorno si è mai realizzato. Inoltre questo potrebbe rappresentare un “Aiuto di Stato” su cui l’Europa dovrà accertare la natura della misura. Chiarisco che non si tratta delle aree di competenza del Commissario alle Bonifiche, oggetto del recente decreto Recovery, nè tanto meno di competenza diretta del Mite o della Regione Puglia, ma per l’appunto dei Commissari governativi di Ilva in Amministrazione Straordinaria che stavano compiendo le caratterizzazioni, messa in sicurezza e bonifiche.

Forse, il condizionale è d’obbligo, sempre se le autorizzazioni internazionali riusciranno ad arrivare in tempo, si terminerà solo la realizzazione di una delle numerose e difficili operazioni di bonifica in capo ai Commissari di Ilva in AS, ossia la rimozione di circa 490 mila tonnellate di fanghi tossici degli AFO e acciaierie che ancora oggi giacciono senza un adeguato isolamento dal terreno. Per il resto degli interventi ci sarà uno stop forzato causato dal 14° decreto Salva Ilva del “Governo dei migliori”. Per fare alcuni esempi dell’ennesimo grave danno alle spalle di Taranto parlo della gravina Leucaspide di una superficie complessiva pari a circa 530 mila metri quadrati che sarebbero stati trasformati abusivamente in discariche di rifiuti pericolosi di origine industriale tra il 1995 e il 2012, sottoposta a sequestro il 30 ottobre 2018 con reati contestati di disastro ambientale, discarica abusiva, omessa bonifica, getto pericoloso di cose, danneggiamento aggravato, deturpamento e distruzione di bellezze ambientali e deviazione delle acque, poiché sono state rinvenute otto collinette alte più di trenta metri e formate da 5 milioni di metri cubi di rifiuti, in parte precipitati nella Gravina a seguito di frane. Attualmente l’area, ancora sotto sequestro, è in fase di caratterizzazione con un complesso carteggio tra Commissari Ilva in AS, Arpa e Procura, ma a causa delle decisioni del Governo Draghi tutto si fermerà e non solo per questa area.

Mentre Cingolani dorme e si gloria sui suoi numerosi insuccessi e i partiti stanno chiudendo gli occhi perché impegnati nelle prossime elezioni provinciali e comunali di Taranto, l’ennesimo delitto perfetto si è compiuto. Anche questa volta tutto accade con scroscianti applausi dei partiti PD, Forza Italia, M5S, IV, Lega, Leu sulla pelle dei tarantini, vergognatevi.

Inoltre rimaniamo stupiti dal clamore mediatico espresso da alcuni parlamentari di Italia Viva, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico sullo scippo di mezzo miliardo di euro dei fondi delle bonifiche delle aree escluse in capo ai commissari Ilva AS avvenuto da parte del Governo Draghi e dirottati sulla produzione di acciaio. Forse non si sono accorti che ad approvare quella norma scellerata sono stati gli stessi ministri di Italia Viva, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico che siedono nel Consiglio dei Ministri. Un sussulto di dignità da parte dei parlamentari rispetto i loro compagni di partito che siedono in CdM?

Sia chiaro, è importante creare un fronte comune contro questa ennesima nefandezza e noi di Alternativa faremo la nostra parte presentando un emendamento soppressivo per restituire a Taranto il mezzo miliardo di euro per le bonifiche, ma vogliamo sottolineare che già in passato a rompere il fronte di difesa della città per favorire la fabbrica sono stati sia il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte e del pulcino Mario Turco che il Partito Democratico di Letta ed Emiliano che “da chiusura dell’area a caldo con accordo di programma” sono passati (nel decreto grandi navi) a regalare oltre 700 milioni di euro di soldi pubblici alla Fabbrica per piani che avranno come risultato quello di inquinare ancora e per molti anni il territorio. In quella occasione il parlamentare Giovanni Vianello pur di rimanere coerente con la linea politica sempre espressa, lasciò il M5S rammaricato soprattutto del fatto che fosse stato il partito di Conte e Turco ad aver promosso con un emendamento al Senato l’ennesimo sperpero di risorse pubbliche in dono alla fabbrica che ricordiamo dal 2012 è sotto sequestro perchè secondo l’accusa nel processo ambiente svenduto “crea eventi di malattie e morte nella popolazione”.

Certo, peggio ancora sono i parlamentari di centro destra che all’ennesimo scippo ai danni di Taranto e dell’ambiente, sono rimasti silenti. Sono questi gli atteggiamenti ambigui rappresentati dalle maggiori compagini politiche di centro destra e centro sinistra che si sono leggermente distratte dal loro unico impegno, ossia accordarsi per le prossime elezioni comunali e provinciali di Taranto per occupare alcune poltrone ma alla fine, come hanno più volte dimostrato, una volta occupate hanno rinnegato tutto quello che è stato detto in campagna elettorale.

Lo faranno anche questa volta? Lo vedremo, noi di Alternativa andremo come sempre fino in fondo e alle altre forze politiche diciamo: voterete il nostro emendamento per ridare il mezzo miliardo di euro alle bonifiche delle “aree escluse ex Ilva” di Taranto oppure come sempre ripiegherete su un odg?

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