Trivelle e idrocarburi: pericolo per il nostro mare e nessun vantaggio in bolletta

martedì 11 Gennaio 2022

Draghi e Cingolani hanno sabotato il PiTESAI per favorire le multinazionali degli idrocarburi, non è vero che le bollette dei cittadini si abbasseranno con l’aumento della produzione di gas italiano poiché tale aumento sarà ininfluente.

La proposta di PiTESAI contenuta originariamente in una una proposta di legge del nostro deputato Vianello aveva l’obbiettivo di diminuire le trivelle e la produzione di idrocarburi in Italia e imprimere una direzione nell’ottica della transizione ecologica.

Tuttavia il Ministro Cingolani ne ha mortificato lo scopo, ha fatto scadere la moratoria che durava da oltre 2 anni e non ha inserito la zonizzazione delle aree non inidonee dove non trivellare e non fare air gun, rendendo il piano aleatorio e del tutto inutile. Con altrettanta spavalderia e arroganza ha inoltre annunciato, senza mostrare al Parlamento un ben che minimo documento, un aumento di produzione nazionale di circa 4 miliardi di mc annui di gas giustificando la misura per calmierare i prezzi delle bollette energetiche.

Peccato che tale tesi sia del tutto infondata. Innanzitutto è al quanto contraddittorio il fatto che la costruzione del TAP, che importa gas dall’estero, sia stata giustificata con l’obbiettivo di abbassare il costo delle bollette. Ora invece Cingolani afferma che per ridurre il costo delle bollette, dobbiamo, al contrario, importare di meno e aumentare la produzione nazionale di circa 4 miliardi di mc all’anno. Una contraddizione che non ha alcuna base scientifica ne economica. Un’eventuale incremento della produzione nazionale di 4 miliardi di mc, come auspicato da Cingolani, verrebbe scambiato a mercato in un ambito di riferimento europeo nel suo complesso, essendo i mercati di gas all’ingrosso strettamente interconnessi sia come scambi di volumi che come logiche di formazione del prezzo per cui qualsiasi aumento di produzione dev’essere misurato su scala europea che come detto necessita di circa 400 miliardi di mc annui per soddisfare il proprio fabbisogno interno.

Capite bene come i 4 miliardi di mc annui di aumento di produzione nazionale auspicati da Cingolani siano un quantitativo cento volte inferiore rispetto il fabbisogno europeo e quindi risulterebbero quasi ininfluenti al fine di calmierare i prezzi delle bollette. E’ imbarazzante che un Ministro importante come quello della Transizione Ecologica voglia propinarci queste narrazioni che avranno l’effetto contrario. Gli aumenti delle bollette sono dovuti all’aumento del costo del gas, è illogico legarsi ancor di più al gas come sta facendo Cingolani, è come mettersi un cappio al collo e via via stringere la corda.

Al contrario occorrerebbe investire maggiormente in fonti rinnovabili, riqualificazione energetica, distribuzione e accumuli per rendere il nostro sistema energetico maggiormente indipendente dai fattori internazionali che hanno ripercussioni sui costi delle bollette. Un’ultima annotazione è rappresentata dalla ipocrisia di talune regioni come la Puglia che in sede di conferenza unificata hanno voluto emendare il PiTESAI ai fini dell’intesa prevista dalla normativa, con l’obbiettivo di stabilire che nelle aree idonee si debba estrarre solamente gas metano.

A parte che la norma in oggetto e la Costituzione impongano che sulle trivelle le Regioni possano esprimere pareri vincolanti solo in terra mentre in mare la competenza è esclusiva del Governo centrale, tuttavia anche questa disposizione incostituzionale voluta dei Presidenti di Regione ha un epilogo ininfluente in quanto prima di scoprire il tipo di idrocarburo presente nei giacimenti al di sotto del mare occorre effettuare prospezioni e ricerca, che sono procedure che prevedono l’utilizzo di Air Gun un metodo molto dannoso per cetacei e il pescato che può portare alla riduzione della capacità produttiva, all’allontanamento e persino alla morte degli abitanti del mare.

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